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TERRAPELATA - L'Oro del diavolo

Regia: Michele Pennetta Fotografia: Paolo Ferrari Suono: Edgar Iacolenna Montaggio del suono: Orsola Valenti Produttori: Joëlle Bertossa - Close Up Films | Giovanni Pompili - Kino produzioni

Con il sostegno di Rai Cinema e RSI Radiotelevisione svizzera. Progetto selezionato al MIA 2016

Paese: Svizzera-Italia Status: In montaggio

SINOSSI

Nel cuore della Sicilia sopravvivono le rovine di alcune antiche miniere; gli abitanti della zona la chiamano "Terrapelata" in quanto nulla cresce da quel terreno sfruttato. Nelle campagne c'è un accampamento illegale, pieno di immigrati. Vivono circondati da rifiuti e detriti, sopravvivendo alla gente del posto, sorprendentemente spensierati riguardo al loro futuro senza speranze. Attraverso i ritratti di Adama, immigrato clandestino che esplora le vecchie miniere in cerca di zolfo e pietre preziose, e Thomas e Matteo, aitanti rigattieri appena usciti di galera, Terrapelata è un tuffo nella profonde viscere della Sicilia.

INTENZIONI

“Terrapelata è la terza e ultima parte di una trilogia dedicata ai contesti di illegalità della Sicilia di oggi. Il film si sviluppa attraverso i molteplici punti di vista dei protagonisti e rappresenta un tentativo di svelamento dello stato di abbandono in cui versa una regione intera, devastata dall'inquinamento, conseguenza diretta dell’assoluta mancanza di controllo da parte delle istituzioni italiane ed europee.

Le vicende e i personaggi presentati nel film sono intenzionalmente resi in maniera impressionista. Non è né un reportage né un documentario classico, pertanto non si propone di offrire una panoramica esaustiva di una situazione che è estremamente più complessa di quanto si possa sospettare. È un’immersione nella vita di alcune persone che, reagendo all'abbandono dello Stato e delle istituzioni, hanno escogitato metodi di sopravvivenza che si collocano fuori dal sistema e seguono regole che si sono creati da soli.

Con il mio sguardo, mi rifiuto di giudicare vittime e carnefici. Cerco di mettere in risalto le complessità della situazione in modo che sorgano spontanee le domande in merito alle responsabilità delle istituzioni e degli individui riguardanti le loro scelte di vita nella quotidianità”. Michele Pennetta