IMPERIUM
Regia Sergei Loznitsa
Montaggio Audinga Kučinskaitė, Sergei Loznitsa
Suono Vladimir Golovnitski
Digitalizzazione e restauro Aamod - Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, Luce Cinecittà, Cineteca Nazionale
Prodotto da Essential Filmproduktion, Kino Produzioni con Rai Cinema e con Luce Cinecittà, Société Parisienne de Production, Studio Uljana Kim
Con il supporto di Aamod - Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico
Con la collaborazione di Cineteca Nazionale
Produttori Philippe Bober (Essential Filmproduktion), Anne-Claire Martin (Société Parisienne de Production), Giovanni Pompili (Kino Produzioni), Uljana Kim (Studio Uljana Kim)
Vendite internazionali Coproduction Office
Paesi Germania, Italia, Francia, Lituania
Anno di produzione 2026
Durata 176 minuti
World Premiere 83. Mostra del cinema di Venezia - Fuori Concorso
sinossi
1970-1973. Un gruppo di cineasti italiani viaggia in Unione Sovietica riprendendo la vita quotidiana dei suoi abitanti, attraversandone le più remote regioni. Oltre 50 anni dopo quelle immagini inedite e impressionanti riemergono dagli archivi, affidate a un maestro del cinema, Sergei Loznitsa, che ne riconosce la sorprendente unicità. Grazie alla sua rielaborazione e all’unione, per la prima volta, di tre archivi italiani, AAMOD, Archivio Luce Cinecittà e Cineteca Nazionale, emerge un continente fisico, filmico, politico, stupefacente e rivelatorio.
note di regia
L’Unione Sovietica ha plasmato la mia infanzia. Crescendo in Ucraina, mi sono presto reso conto di come la Storia venisse costantemente riscritta per servire gli interessi di chi deteneva il potere. Ho capito che, nell’URSS, il passato non era una narrazione fissa, stabilita, ma uno strumento politico. Forse è per questo motivo che le immagini d’archivio occupano un posto centrale nel mio lavoro: esse conservano tracce tangibili di ciò che è realmente accaduto, indipendentemente dalle interpretazioni o dalle distorsioni successive.
Vivo e lavoro a Berlino da circa vent’anni. Questa prospettiva mi permette di guardare indietro alla complessa storia dell’Unione Sovietica con distacco e, al tempo stesso, con una diversa sensibilità. Nei miei lavori precedenti ho sempre affrontato il passato attraverso immagini autentiche. Nove dei miei film sono stati realizzati interamente con materiali d’archivio, la maggior parte dei quali incentrati su tragici eventi storici che il cinema sovietico aveva seppellito sotto strati di propaganda e repressione. Attraverso un processo di ricostruzione meticolosa, il mio obiettivo è quello di contribuire ad una migliore comprensione della nostra storia comune, che resta tuttora irrisolta. Anche quando sembrerebbero essere superati, i traumi del passato continuano ad agire e a influenzare il presente. Un approccio rigoroso alla storia è essenziale se vogliamo evitare di ripetere gli errori del passato. Questo è il mio credo artistico.
IMPERIUM è il titolo del mio nuovo film. I leader sovietici non hanno mai riconosciuto che l’URSS fosse un impero coloniale, e il termine non compare mai nelle loro descrizioni ufficiali del regime. Al contrario, sfruttarono la propria influenza per sostenere le lotte anticoloniali in Asia e in Africa. La loro retorica ufficiale si basava su cliché come la “lotta contro l’imperialismo” americano, britannico, francese e delle altre potenze occidentali. Ironia della sorte, l’URSS fu un impero ben più duro e autoritario dello stesso Impero Russo, la cui distruzione condusse alla sua ricostituzione da parte dei bolscevichi.
Il termine “Impero Sovietico” fu introdotto dai politici degli Stati Uniti e dell’Europa occidentale durante la Guerra Fredda. L’8 marzo 1983, Ronald Reagan definì l’URSS un “Impero del male” in un discorso destinato a segnare profondamente l’immaginario collettivo. Otto anni dopo, l’Unione Sovietica crollò. Tuttavia, la fine dello Stato non significò la completa scomparsa dell’impero: i suoi resti e le sue conseguenze continuano ancora oggi a influenzarci. Sono forze invisibili che persistono a modellare il nostro mondo.
Con IMPERIUM, non intendo semplicemente aprire degli archivi storici. Desidero creare un’esperienza cinematografica capace di restituire la vastità di un mondo scomparso, permettendo una comprensione più profonda dei meccanismi di potere, di identità e di resistenza che ancora oggi ci definiscono.
Sergei Loznitsa
rassegna stampa (selezione nazionale)
“Un arazzo lirico e struggente sulle mille anime e culture di quella che si chiamava Unione Sovietica.”
— Fabio Ferzetti, L'ESPRESSO
“Il grande cineasta del repertorio rimonta i filmati italiani dimenticati per mezzo secolo. [...] Da quel grande montatore che è, Loznitsa ha lavorato su ore e ore di materiale componendo un affresco di quasi tre ore.”
— Alberto Crespi, LA REPUBBLICA
“Una testimonianza documentaria ed etnografica sublime e irripetibile.”
— Antonello Catacchio, ELLE
“Un’affascinante archeologia dello sguardo su una civiltà scomparsa.”
— Mario Sesti, RINASCITA
“Un grande affresco antropologico.”
— Alessandra De Luca, AVVENIRE
“È una riflessione sulla potenza dell’immagine e il rapporto tra verità e potere. Decisamente attuale.”
— Francesco Costantini, ASBURY MOVIES
“Siamo di fronte a una notevole operazione di montaggio e cucitura di materiali che l'intelligenza del regista ha saputo orchestrare, lasciando agli spettatori ogni commento.”
— Massimo Lastrucci, CINEFORUM
“Loznitsa sembra voglia perdersi in questo footage di riti collettivi e lavoro manuale e seguire le singolarità etniche, sociali, individuali, ambientali nel loro cristallizzarsi su pellicola e rivivere grazie non alla ricerca del pittoresco stucchevole ma alla costruzione di una rigorosa quanto segreta logica virtuale.”
— Mario Gervasini, FILM TV
rassegna stampa (selezione internazionale)
"A hypnotic panorama of early 1970s life across the vast reaches of the Soviet Union." ★★★★
— Peter Bradshaw, THE GUARDIAN
"If ever there was a project for Sergei Loznitsa, this was it."
— Jay Weissberg, VARIETY
"A world now fragmented and vanished, of which only images remain."
— Boris Bastide, LE MONDE
"Loznitsa turns archive footage into a tangibly present parallel world."
— Jonathan Romney, SCREEN INTERNATIONAL
"Will probably be talked about for a long time to come."
— Bert Rebhandl, FRANKFURTER ALLGEMEINE ZEITUNG
"Exemplifies Loznitsa's ability to reanimate the past, and turn archives into living, breathing things."
— Leonardo Goi, MUBI NOTEBOOK
"Sergei Loznitsa's Imperium is a mesmeric, sprawling, sparely unadorned journey."
— Carmen Gray, THE FILM VERDICT
"A monumental film about a monumental lie — and a remarkably vivid journey." ★★★★★
— Meredith Taylor, FILMUFORIA
