IDDA
Regia Irene Dionisio
Con Tecla Insolia, Romana Maggiora Vergano, Giuseppe De Domenico
Sceneggiatura Irene Dionisio, Marco Borromei
Direttore della fotografia Gergely Poharnok
Montaggio Aline Hervé
Scenografia Rachele Meliadò
Costumi Andrea Cavalletto
Musiche Matteo Marini, Gabriele Concas, Peter Miyakawa
Suono Riccardo Alfano (presa diretta), Mirko Perri (montaggio)
Prodotto da Giovanni Pompili
Produttori associati Filippo Montalto, Giorgia Priolo, Francesco Grisi, Antonio Miyakawa
Una produzione Kino Produzioni con Rai Cinema, Andromeda Film, EDI - Effetti Digitali Italian, Wise Pictures
Con la partecipazione e il supporto di MEDIA, DGCA del MiC, Film Commission Torino Piemonte, Piemonte Film TV Developement Fund, IDM Film And music commission Südtirol, Provincia di Bolzano
Vendite internazionali Rai Cinema International
Paese Italia
Anno di produzione 2026
Durata 89 minuti
World Premiere TIFF Platform 2026
sinossi
Adele e Sofia, amiche d’infanzia ora trentenni, si ritrovano dopo una lunga separazione per realizzare il sogno di una vita: raggiungere la cima dell’Etna. Si dice che lassù si possa essere investiti dal “soffio” del vulcano, che ti fa capire qualcosa di questa vita. Ma durante l’ascesa tra le due amiche scoppiano le tensioni accumulate nelle assenze, rivelando segreti a lungo nascosti. Si separano, e in quel momento il vulcano inizia a tremare. Adele prosegue da sola, tormentata dal rimpianto di non essere tornata indietro per raggiungere il cratere con Sofia, e ascoltare insieme il soffio di Idda.
note di regia
IDDA è dedicato alla mia migliore amica, scomparsa prematuramente alcuni anni fa. Una perdita resa più dolorosa dal sapere, solo dopo, che all’epoca si confrontava con la possibilità della maternità. Io non lo sapevo, e non ho potuto starle vicino. Negli anni il dolore si è addolcito, lasciando spazio a ricordi felici, alla bellezza, e ad una connessione diversa alla vita stessa.
Mi trovo adesso alle soglie della maternità e il lungo percorso compiuto con IDDA è stato accompagnato dalle riflessioni e incertezze legate a questa scelta trasformativa. Con questo film sentivo fortemente il desiderio di portare sullo schermo i dubbi, le emozioni, le meraviglie di questa esperienza. E celebrare l’energia, la profondità e l’ambigua intimità che caratterizza l’amicizia femminile.
"Idda" è il modo in cui i Catanesi chiamano affettuosamente l’Etna. In dialetto siciliano significa semplicemente 'Lei'. Perché "Idda”, il vulcano-donna, è capace di dare vita e morte allo stesso tempo, come il grembo di una madre.
Nel film, i fili della memoria e della realtà si intrecciano per raccontare il rimpianto delle parole non dette. Un viaggio dal lutto alla luce, attraverso una nuova consapevolezza.
I paesaggi dell'Etna, così vasti e variegati, diventano specchio delle emozioni delle nostre protagoniste. Dalle sue pendici, dove la natura dialoga ancora con la civiltà e le leggi dell'uomo, alla natura più selvaggia e misteriosa delle vette popolata da coccinelle, lucciole e volpi, il vulcano svela la sua natura intimamente femminile.
Adele e Sofia salgono verso la cima in cerca di risposte – esistenziali, relazionali, generazionali – e la loro ascesa si trasforma in un pellegrinaggio sensoriale verso il soffio ancestrale di Idda, capace di liberare la memoria.
“Idda” è stato un viaggio di co-creazione, sempre poroso di fronte alla vita che gli accadeva attorno. Il film è stato re-immaginato dalla sensibilità delle sue due magnifiche interpreti – Tecla Insolia e Romana Maggiora Vergano. Il lavoro che abbiamo fatto insieme non è stato solo di preparazione ma di riscrittura, adattamento e riscoperta del senso ultimo delle scene. Sul set sapevo di poterle guidare lasciando loro la libertà di seguire la propria intuizione. Come regista il mio ruolo è stato quello di mediatrice tra loro, la storia, e il cuore emotivo del film. Tecla ha dato ad Adele il suo carisma, e con lei il personaggio ha acquisito una dimensione nuova, antica e luminosa. Romana ha interpretato Sofia con grande generosità, abbracciando un personaggio con cui non è sempre facile empatizzare, pieno di dolore e contraddizioni, ma anche di una energia travolgente.
Insieme anche a Giuseppe De Domenico, che ha restituito al personaggio di Salvatore una selvaticità e profondità che hanno elevato il suo ruolo, le attrici hanno creato sul set uno spazio intimo e carico di energia che è diventato essenziale al film. Le condizioni complesse delle riprese, spesso in location remote e in alta quota, li hanno avvicinati tra loro e al paesaggio circostante. L’amicizia nata tra Tecla e Romana, insieme per la prima volta in un film, la loro fiducia e generosità nello sperimentare, sono diventate parte del tessuto di IDDA.
La musica e il suono hanno avuto un ruolo speciale nella realizzazione del film. I compositori – Matteo Marini, Gabriele Concas e Peter Miyakawa – hanno creato una colonna sonora ipnotica e ispirata, una “mappa” che ci ha guidato al montaggio. Insieme ad Aline Hervé, la mia straordinaria montatrice, l’abbiamo utilizzata per trovare il ritmo del film. C’è una canzone alla fine che racchiude la dimensione emotiva della catarsi di Adele e del film stesso. È stata interpretata da Tecla e Romana sull’Etna. L’abbiamo registrata l’ultimo giorno di riprese, e trasmette le emozioni della storia, oltre all’energia della straordinaria squadra che ha reso possibile IDDA.
Le riprese sull’Etna sono state impegnative sul piano fisico quanto stimolanti dal punto di vista creativo. Insieme al produttore del film, Giovanni Pompili, abbiamo dato priorità alla sostenibilità ecologica, il che ha significato, tra le altre cose, lavorare con una troupe ridotta. Questo ci ha permesso di concentrarci sull’essenziale, di proteggere la fragilità dei luoghi in cui giravamo e di rimanere profondamente in sintonia con l’ambiente circostante, che ha plasmato l’identità del film ben oltre quanto avrei potuto immaginare – penso per esempio ad una scena riscritta dopo aver scoperto un villaggio abbandonato e bruciato. L’Etna non è stato solo lo scenario, ma una forza che ha continuamente plasmato IDDA.
Sono profondamente grata alla vita per avermi regalato questo viaggio e a Kino Produzioni per averlo fatto con me passo dopo passo con pazienza e affetto, lasciando che tutte le emozioni che ho provato intensamente venissero espresse con libertà e coraggio.
